TEST 98: MIRKO, UN TORELLO DA MONTA!

 

Se un giocatore mostra una rigidità cognitiva nel tentare di modificare anche solo un pezzetto del proprio bagaglio motorio, un maestro cosa volete che faccia? Non potrà mai e poi mai ottenere risultati significativi. Se, cioè, il materiale umano che ha a disposizione non è di buona fattura, l'insegnante non potrà fare miracoli. E’ per questo motivo che non sempre, pur facendo lezioni su lezioni, si riesce a tirar fuori qualcosa di buono dal cilindro! E quei soldi spesi per imparare bandeja e víbora finiscono per sembrare davvero mal investiti.
Al contrario, quando un giocatore è futuribile e possiede una buona capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura e le proprie funzioni in risposta all'apprendimento, ecco che allora l'insegnante può davvero fare la differenza.
Tutto questo per parlarvi di Mirko Di Fabbio (pensate, se non erro, addirittura 2004), che ho piacevolmente scoperto durante l'ultima settimana estiva di padel. E’ bastata la sua incredibile somiglianza a Dario Simic ed è finito spedito nella mia lista bianca che più bianca non si può ma c’è ovviamente tanto altro.
Una gioia, per me, scoprire che su cento esauriti over 35 (e mi tengo basso, perché potrei tranquillamente parlare di over 40) ogni tanto se ne trova uno sotto i trenta, se non addirittura sotto i 25 che in pochi mesi è riuscito a fare (molto meglio) quello che non ci è riuscito a noi altri in cinque anni!
Mirko è un bel concentrato di mobilità, fisicità e competenze tecniche, queste ultime ben strutturate grazie al lavoro di Lorenzo De Rosa.
E torniamo proprio al punto di partenza: quando il materiale umano è di buona fattura già in partenza, il maestro può certamente metterci del suo. E il risultato può diventare strabiliante.
Mirko, lo vedrete voi stessi, se si appassiona, può arrivare facile facile tra i primi cinque-sei della mia classifica...
 
Con l’arrivo dell’autunno ho pure ritrovato gli amici over 55 dello Sportiamo (Galassport…insomma di zio Pino). Massimo Iacobucci, Marco Germanese, lo stesso (zio) Pino, con Alessandrone Campofredano spesso in supporto, meritano citazioni di lusso per le giocate (e gli sforzi sovraumani) che continuano a far vedere, al netto della carta d’identità non più freschissima… 
 
 

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